L’APERTURA DI MATTEO PAPARELLA: “CONVERGERE SUL RICORSO AL TAR PER RISOLLEVARE LA CITTA’. GIORDANO INTERVENGA, E’ MUTO DA UN ANNO”
Una serata in grande stile alla quale hanno partecipato familiari, amici ed estimatori del dott. Matteo Paparella a prescindere dalla loro appartenenza politica. Alla presentazione del libro ““Un’epoca: 1990 – 1999: La politica a Ruvo di Puglia tra rinascita ed…..espropri”, scritto dall’ex sindaco di Ruvo di Puglia, è facile riconoscere numerosi volti noti di coloro che hanno fatto lavorato per scrivere la storia della città. Funzionari, dipendenti, dirigenti e tecnici tutti pronti a riconoscere le abilità di Paparella senior da primo cittadino.
Con forza e determinazione afferma le sue ragioni, ribadendo la piena estraneità alla vicenda espropri. “Non ho fatto nulla, non ho colpe” ribadisce più volte con documenti e atti ufficiali alla mano che lo hanno portato a sostenere il ricorso al Tar per ridare ossigeno alle casse comunali. Senza soldi è difficile pure tenere a bada la manutenzione ordinaria e risolvere la questione “espropri” è la sua “mission”: “Potevo tranquillamente fare il pensionato e il nonno a tempo pieno, ma ho un dovere morale nei confronti della città per cui occorre fare chiarezza e risolvere una volta per tutti questa storia“.
E’ un fiume in piena e ricorre alle sue abilità oratorie per provare a solleticare i protagonisti della vicenda, compresi gli attuali amministratori. Non fa nomi, ma velatamente accarezza e stuzzica i politici degli ultimi quindici anni, sottolineando come sia rimasto stupito dal fatto che l’attuale amministrazione non abbia fatto sentire la sua “voce” a proposito del ricorso presentato. Chiede spiegazioni direttamente all’assessore all’urbanistica Giordano dal quale attende una chiamata dal 2 agosto scorso e che non si è mai espresso sulla vicenda “espropri”: “Parli, dica il suo pensiero, visto che conosce tutto di questa vicenda. In un anno non ha mai proferito parola sulla questione, è ora che esprima il suo parere“. Vuole che tutti convergano sul ricorso a cominciare dal PD che sarà coinvolto dopo l’elezione del nuovo segretario.
Si paragona a uno stopper che per troppo tempo ha dovuto soffrire in silenzio, ma che ora è pronto a tutto pur di rivendicare le sue ragioni e trovare le soluzioni giuste per risanare le casse comunali: “Troppo veleno è stato gettato su quello che a un certo punto tutti chiamavano “Saddam Hussein”. Ho subito una violenza assurda e meschina, adesso è arrivato il momento di dire basta“.
Nove anni da primo cittadino della città nel quale ha “sì cambiato partner politici, ma mai la propria persona“, afferma candidamente. Svela numerosi retroscena legati alla politica dell’epoca e ai piani adottati per rendere più efficiente e sicura la sua amata Ruvo.
Poi alla presenza del cronista Angelo Tedone, racconta come nei suoi mandati la realtà superò i sogni e la città progredì da ogni punto di vista con la costruzione di un nuovo plesso scolastico, dell’area nuova del Liceo Scientifico, con progetti legati al sociale, con la messa in atto dei progetti per la messa in opera della Piscina Comunale e del Palasport di via C. Colombo. Nacquero i parchi di via Carlo Levi e via C. Colombo, si aprirono le porte del Museo Nazionale Jatta e partorì l’idea della Pinacoteca Cantatore nell’ex Convento dei Domenicani. Un’altra epoca in cui affondano le radici gran parte degli aspetti positivi della Ruvo di oggi.
Ribadisce la volontà di non candidarsi più e di non voler coinvolgere i consiglieri di opposizione nella battaglia per l’affermazione della sua idea di soluzione della problematica “espropri”. Si definisce un testardo in senso positivo sempre pronto ad affrontare sfide e asperità. Questa è una di quelle e, malgrado abbia perso per strada diversi amici, dimostra di avere ancora più tenacia per vincerla.