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Ferrotramviaria, il 30 gennaio scorso errore umano causò notevoli disagi

Dal verbale di una riunione tra i rappresentanti della Ferrotramviaria SpA e sindacati  è emerso che, nel primo pomeriggio del 30 gennaio scorso, qualcosa non ha funzionato sulla linea ferroviaria Bari-Barletta, nel tratto tra Palese e l’Aeroporto. Per un errore umano.

Non è uno “spad” (signal passed at danger), una situazione di pericolo decisamente grave, come quella del 12 ottobre 2014 quando, nella stazione di Andria, si verificò un episodio molto simile a quello della tragedia del  12 luglio scorso. Un episodio che, ora, fa parte dell’inchiesta della Procura di Trani sul disastro ferroviario con un bilancio di ventitré vittime e una cinquantina di feriti.

Quello che è avvenuto il 30 gennaio ha causato “solo” notevoli ritardi.

E’ quanto è stato pubblicato da “La Gazzetta del Mezzogiorno.it”. Questa la dinamica: un treno, proveniente dall’Aeroporto di Bari e diretto alla stazione centrale, è fermo a causa del cattivo funzionamento delle porte. Risolto il problema, il conducente chiede e ottiene il permesso di ripartire. Ma, nel frattempo, il dirigente centrale operativo dà il via libera a un convoglio che, proveniente da Palese, si dirige verso nord. Programmato il percorso, predispone gli scambi.

Occorre precisare che il raccordo per  l’Aeroporto è un binario unico che giunge sino al bivio, dove c’è lo scambio, che immette nel doppio binario verso la stazione di Bari. Se il treno proveniente dall’Aeroporto avesse raggiunto lo scambio, avrebbe trovato lo scambio stesso programmato per il convoglio che, da Palese, si recava verso nord. Nessuno scontro si sarebbe verificato ma si sarebbe bloccato tutto tanto che sarebbe occorso l’intervento umano per rimettere il convoglio sui binari.

«L’evento è stato qualificato come inconveniente di esercizio» ha dichiarato Ferrotramviaria. «Al momento, non sono state rilevate anomalie che possano aver inciso sulla sicurezza dell’esercizio e, di conseguenza, rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori».

Intanto, i capistazione delle stazioni interessate sono stati sospesi ed è stata istituita una Commissione di Inchiesta. E’ stato inviato anche un rapporto all’Agenzia Nazionale per la Sicurezza Ferroviaria e a Digifema, la direzione del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che si occupa degli incidenti ferroviari e marittimi.

I sindacati sono preoccupati per l’inadeguato livello di attenzione alla sicurezza della linea ferroviaria e al rispetto delle regole di circolazione dei treni.

Proprio ieri, l’azienda ha reso noto che i lavori di raddoppio della tratta tra Andria-Corato sono stati affidati alla “Cemes” di Pisa la quale, dopo la firma del contratto, avrà circa quindici mesi di tempo per realizzare i lavori.

Ricordiamo che sulla linea Bari-Barletta non è ancora attivo, se non nel tratto iniziale intorno a Bari, il sistema Scmt, il “sistema controllo marcia treno”. Secondo Ferrotramviaria, questo sistema entrerà in funzione entro marzo sulla tratta Bari-Bitonto ed entro la primavera sulla Bitonto-Ruvo.

Sulla Ruvo-Corato i lavori di installazione sono in corso, mentre, il tratto Andria-Barletta sarà chiuso e ammodernato durante i lavori di interramento dei binari di Andria.

(Fonte LaGazzettadelMezzogiorno.it)

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