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Boom di presenze per “Luci e Suoni d’Artista”

Strade e piazze di Ruvo di Puglia, in un tripudio iridescente di luci e di colori che si propaga avvolgendo l’abitato. Sfavillanti bagliori sono il cuore pulsante che rende Piazza Matteotti un imponente museo a cielo aperto.

“Luci e Suoni d’artista”, anche quest’anno, incanta grandi e bambini. Un fascino che ha attirato migliaia di turisti facendo registrare un vero record. Una chance senza precedenti con oltre il 10% di presenze in più rispetto allo scorso anno: il 6,5% provenienti dall’estero, il 30% da nord Italia e il 63% circa dal sud e dalle isole.

Ne è fulcro il centro storico cittadino, con piazza Matteotti popolata da oggetti fantastici e giocattoli immaginari costruiti con legno, luce e tecnologie interattive, che mettono insieme arte e design. L’artigianato locale si coniuga alla manifattura digitale, in una sorta di animazione interattiva fatta di cascate di luci e di effluvi luccicanti che si riverberano in questa inebriante atmosfera. All’incanto dell’occhio si aggiunge la magia della trasformazione, gli occhi vedono immagini, le orecchie ascoltano parole sulla città, sul presente e sul futuro, su ciò che ci lasciamo e ciò che ci aspettiamo.

Non meno suggestivi gli scatti fotografici esposti in piazza Bovio che rappresentano un punto di vista insolito: dalle visioni dall’alto alle distorsioni grandangolari, dall’oggettività delle forme più strane alla soggettività delle stesse guardate attraverso gli occhi dei bambini (ed anche degli adulti che tornano ad esserlo) che entusiasti camminano in equilibrio tra una macchina spaziale e un imbuto dalle proiezioni caleidoscopiche.

Alla leggiadria del vento catturato dalle girandole disseminate, all’insegna della sostenibilità del nuovo anno Venti Venti, si accompagna lo stupore dinanzi a questo brillore di inganni, abbagli e folgorazioni.

Il progetto ideato nel 2016 da Vittorio Palumbo e da lui sempre diretto, giunge alla quarta edizione omaggiando le opere, ma soprattutto il metodo e i pensieri di Leonardo a cinquecento anni dalla sua morte nonché l’approccio ludico del grande designer italiano Bruno Munari, creatore delle celeberrime “macchine inutili”.

Una folta schiera di oltre 350 ruvesi di ogni età, con entusiasmo e impegno esemplari, ha preso parte ai laboratori creativi sotto l’attenta guida di maestranze altamente specializzate fra cui, per la prima volta, i maestri cartapestai di Putignano. Un percorso completamente condiviso con l’intento di sensibilizzare ad un inesplorato concept di arte pubblica partecipata.

Genius Luci, nome prescelto per l’annuale kermesse nostrana, fa eco a quelle più famose di Torino e Salerno, divenendo fiore all’occhiello dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Ruvo. È annoverata tra le dodici luminarie del Natale 2019 che Fanpage.it, nella sezione “Design”, considera fra le più belle al mondo.

Alle nuove realizzazioni si affiancano quelle degli anni passati al fine di allargare, di anno in anno, il raggio d’azione dell’iniziativa, toccando così anche le vie e le piazze più periferiche. Ed è così che l’arredo urbano, adorno di luci sgargianti che vanno oltre le consuete luminarie, trova nella sublimazione artistica la sua quintessenza.

Esaltante la ripercussione nell’economia del territorio che crea un circuito di valorizzazione turistica dal potenziale formidabile capace di rafforzare in primis il settore del commercio così come ricordato dal sindaco Pasquale Chieco e dall’assessora Monica Filograno chiamata ad illustrare il progetto al meeting della Fondazione Fitzcarraldo, per denotare l’impegno nell’innovazione delle politiche, dei programmi e delle pratiche culturali. Certamente, dichiara Rocco Lauciello, presidente UNPLI Puglia e componente della giunta nazionale delle oltre 6000 Pro Loco d’Italia, con Genius Luci si valorizza il lavoro sinergico con la nostra istituzione che, per l’evento, ha cercato di dispiegare le più consone iniziative turistico-culturali generando la massima risonanza di presenze. In questo esaltante percorso è indispensabile unire gli sforzi di tutti –continua Lauciello– affinché “Luci e Suoni d’artista” possa diventare la manifestazione clou dell’anno in cui si acuiscono i tratti turistici, si enfatizzano quelli artistici e si celebrano quelli storici di Ruvo, in un perfetto connubio tra arte contemporanea, beni culturali e spirito di festa.

Con disarmante semplicità la piccola Agnese, venuta da Trieste per trascorrere le festività coi nonni, non riesce a contenere l’entusiasmo e pubblica sul web la sua lettera di ringraziamento. Immagina già la prossima edizione, intrisa dello stesso clima fiabesco, delle giostre, dei cavalli e dei colorati riverberi. Un appello genuino, per chi vorrà visitare le luci ruvesi esposte fino a gennaio 2020, visione e concetto di una tradizione che si rinnova, di un evento che diviene festa, di un successo suggellato dalla presenza di curiosi, turisti e appassionati.

ANTONIO VISICCHIO

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